Scuola e disabilità: non si tratta solo di ore di sostegno, ma di tutta una serie di interventi e prassi che devono garantire l'inclusione scolastica di tutti i bambini e ragazzi, anche in presenza di disabilità. Per garantire l’inserimento nella scuola degli alunni con disabilità, ci sono alcune cosa da fare come, per esempio, predisporre un piano educativo individualizzato (PEI), o come la richiesta delle ore di sostegno.
Per garantire i fondamentali diritti per la piena inclusione scolastica di questi ragazzi, c’è bisogno di seguire una piccola prassi.
Prima di tutto questi ragazzi, sotto richiesta della famiglia, devono avere un certificato che attesti le loro difficoltà (come prevede la legge del 5 febbraio 1992 n. 104). Questo certificato deve poi essere consegnato alla scuola ed è di fondamentale importanza che la consegna avvenga prima dell’iscrizione al primo ciclo di scuola. Ove il certificato fosse disponibile solo in data successiva, si può consegnarlo anche durante il percorso scolastico ma sarebbe preferibile consegnarlo in tempo.
Vi è bisogno anche di fare una Diagnosi Funzionale che permette di evidenziare il tipo di deficit ma anche le potenzialità di ciascun alunno con disabilità. Questa diagnosi deve poi essere modificata ad ogni passaggio di grado di istruzione o in presenza di condizioni nuove. Questa diagnosi consiglia anche quante sono le ore di sostegno necessarie
Una volta ricevute tutte le iscrizioni degli alunni, l’istituto scolastico procederà alla formazione delle classi. Secondo la legge le classi di ogni ordine e grado in cui sono presenti alunni con disabilità devono essere compose da un massimo di 25 alunni.
Conseguentemente si passerà alla redazione di un PEI da parte di un consiglio formato dagli insegnanti dell’alunno, l’insegnante di sostegno assegnatovi, gli alunni e anche gli operatori socio sanitari che hanno in carico l’alunno. Questo piano educativo è individuale e cambia da persona a persona aventi disabilità. È importante anche il progetto educativo e didattico che riguarda gli apprendimenti e le competenze che gli insegnanti mirano a promuovere negli alunni.
Per quanto riguarda l’insegnante di sostegno prima citato, il dirigente scolastico, una volta ricevuta l’iscrizione del ragazzo avente disabilità e sotto richiesta della famiglia, deve richiedere al centro servizi amministrativi l’assegnazione di un numero di insegnanti di sostegno.
Nei casi più gravi, agli alunni che hanno necessità viene affiancato anche un assistente di base igienico-personale, ovvero una persona, preferibilmente del sesso dell’alunno, che ha il compito di aiutare il ragazzo negli spostamenti all’interno della scuola e anche per la cura dell’igiene personale.
Tutti questi alunni con handicap hanno diritto di frequentare la scuola di ogni ordine e grado e se la scuola rifiuta l’iscrizione commette un illecito penale. Secondo l’articolo 12 della legge 104 emanata il 5 febbraio del 1993, Il diritto all’integrazione è garantito anche per l’asilo nido e l’università.
Un’altra cosa molto importante è integrare l’alunno disabile nella sua classe, con i suoi compagni. Molto spesso il concetto di disabilità è spesso confuso con una condizione limitante, che rende il soggetto disabile una persona incapace di condurre una vita “normale”. Quest’idea nella maggior parte dei casi è frutto della mente di un adulto, mentre nei ragazzi viene vista diversamente. Fortunatamente grazie all’educazione, all’ingenuità che hanno i bambini e al lavoro amorevole e professionale che svolgono maestre e professori, i ragazzi disabili vengono integrati nella maggior parte dei casi molto bene in classe, diventando tutt'uno con i compagni.
Per far si che i ragazzi/bambini integrino nel miglior modo il compagno ‘disabile’ gioca un ruolo essenziale l’educazione da parte dei genitori ma fortunatamente la disabilità non è più vista come qualcosa di negativo quindi i compagni, nella maggior parte dei casi, tendono ad integrare e intereagire con questo compagno.
Ovviamente non è sempre così e alcune volte i compagni bullizzano, anche in modo grave, i compagni disabili, ma confidiamo nel buon senso e speriamo che andando avanti questi casi possano diminuire fino a sparire.







