


la disabilità nel lavoro
In campo lavorativo la condizione dei disabili è complicata: nonostante la maggior parte di queste persone siano in grado di lavorare, molti di loro abbandonano il lavoro prematuramente per diversi fattori, come disturbi fisici e affaticamento, che incidono sulla psicologia del lavoratore, che perde conseguentemente autostima e fiducia nelle proprie capacità. I dati più recenti confermano infatti che più di 2/3 di loro perde il lavoro tra i 5 e i 15 anni dalla loro diagnosi.
Dagli anni 60 sono state emanate normative per garantire la tutela e il diritto al lavoro anche alle persone con disabilità, per migliorare la loro condizione insoddisfacente. La più recente normativa del Jobs act pose nuovi termini aziendali che portarono a obblighi di assunzione dei disabili, fu attuata dal governo Renzi nel 2015.
Oggi fortunatamente ci sono nuove opportunità e grazie ad alcuni accorgimenti possono acquisire competenze ed entrare così nel mondo del lavoro, ovviamente in base alle loro capacità e potenzialità fisiche. Uno degli impieghi più diffusi in questo ambito è quello della ristorazione, dove in molti casi vi sono addirittura locali interamente gestiti da persone affette da handicap, come il ‘21 Grammi‘ di viale Italia 13, a Brescia, che ha la particolarità di essere gestito da un gruppo di ragazzi e ragazze affetti dalla sindrome di Down, e che grazie a questa esperienza acquisiscono autostima e fiducia nelle proprie capacità, abbattendo i pregiudizi e gli stereotipi a cui sono quotidianamente sottoposti. Insomma, la qualità di vita di queste persone sta migliorando, ma manca ancora molto per superare crepe in ambito strumentale e architettonico, anche se molto dipende dall’educazione e dal rispetto.